A lei spetta il “tocco finale” dietro le creazioni della bottega di mosaico

Teodorica Angelozzi in due righe

Forse era scritto nel destino, chi lo sa, di certo era scritto in quel nome, Teodorica. Nata a Chieti, diplomata all’Istituto d’arte abruzzese, trasferitasi per studio a Ravenna, nella città di Teodora e Teodorico, la città dei mosaici che pochi anni dopo il suo arrivo diventeranno anche il suo lavoro. Amante del disegno e della pittura, una laurea ‘tutta ravennate’ in Conservazione dei Beni Culturali, da tre anni, quasi per caso, è entrata a far parte della squadra della Bottega AnnaFietta. Da allora ad oggi tanta gavetta e una immutata, instancabile, voglia di apprendere e perfezionarsi, giorno dopo giorno.

Vita da laboratorio

Pochi passi dentro la Bottega di via Argentario e il sorriso di Teodorica ti accoglie da dietro il bancone, lì dove pennelli e pinze alla mano si occupa del ‘tocco finale’, di pulire, rifinire e ‘dorare’ le opere che poi finiscono in vendita. “Mi piace il contatto col pubblico, ci sono abituata gestendo ormai da anni anche la piccola biblioteca di Piangipane – racconta – lavoro che porto avanti parallelamente alla collaborazione con la Bottega di Anna dove ho la possibilità di creare qualcosa di unico e irripetibile con le mie mani, di plasmare da zero materiali inerti che poi infondono emozioni… per chi ama l’arte un vero e proprio dono”.

Gli inizi

“L’incontro con Anna è stato casuale, ci siamo conosciute ad una serata organizzata dalla Casa delle Donne ed è nato subito un bel feeling, una bella amicizia”.
Pochi giorni dopo è arrivata la proposta, quella che non potevo rifiutare. Mi ha chiesto di entrare a far parte della squadra e così sono entrata in questo luogo magico, unico e speciale, in questa bottega che oggi è la mia seconda casa”.

Specialità

Il jolly della finalizzazione. “Ho sempre amato disegnare e dipingere, ma non avevo alcuna conoscenza di tecniche musive. Ho imparato da zero e mi sto ancora perfezionando al fianco di colleghi più esperti. In Bottega sono un po’ un jolly, ma mi occupo essenzialmente dei piccoli ritocchi, di perfezionare le opere, dei dettagli”.

Il ravennate, il turista…

Lo sguardo del mosaicista sulla clientela: “E’ un pubblico eterogeneo quello che varca la porta della Bottega, tanti turisti, ma anche tanti ravennati, tutti affascinati da questo luogo e dalle opere che vi trovano al suo interno. Ovviamente il forestiero rimane inevitabilmente sorpreso e rapito dal mosaico perché si trova dinanzi ad una ‘scoperta’, mentre nel ravennate si nota l’orgoglio, la gratificazione di chi compra o regala un simbolo della propria città, della propria terra, un pezzo unico, un mosaico non realizzato in serie, un pensiero in forma artistica che li rappresenta”.