Le tessere “carnagione” e la sfida di riprodurre Giovanni Paolo II e Padre Pio

Da piccoli ci insegnano che il rosa è il colore della pelleA fare il mosaicista capisci che è una balla , se già non ti era venuto il dubbio crescendo. I riflessi di luce, le ombre, i capillari, l’umore, l’espressione, sono parte delle sfumature che fanno del viso umano uno dei soggetti più difficili da rappresentare in maniera realistica a mosaico. Ecco perché qui in laboratorio a Ravenna non parliamo di semplici rosa, ma di “colori carnagione”.
Ed ecco come mai ci siamo rimboccati le maniche quando qualche settimana fa un omone è arrivato in bottega dallo Stato della Virginia,accompagnato dai cugini che – pensa il caso – vivono a Rimini.

Lui entra, dà un’occhiata al negozio, si presenta dicendo che ci ha scovati su internet e mi mostra le immagini di Papa Wojtyla e di Padre Pio . Non è un novellino del mosaico, è un appassionato e a casa ne ha diversi, soprattutto a tema religioso. Sa distinguere le varie fatture, e mentre elogia la qualità delle opere viste a Ravenna ci lusinga, dicendoci che gli piace il nostro modo di comporre il mosaico su due livelli, con l’immagine principale creata su sagoma di legno e successivamente applicata su uno sfondo. Come fai a dirgli di no?

Insomma ci dà le due foto, pure un po’ sgranate, e ci chiede di riprodurle. Noi gli spieghiamo le difficoltà e i limiti del mosaico, ma lui insiste, ci convince e riparte per gli States. Così iniziamo il progetto partendo da Giovanni Paolo II, e in qualche settimana ecco ottenuto un risultato che nemmeno noi immaginavamo.
Ora è il turno di Padre Pio, che ci fa dannare un po’. Abbiamo dovuto ordinare due tonalità di tessere che ci mancavano. E indovinate un po’… entrambe color carnagione. Era da scommetterci. Altro che “rosa pelle”.